Documento della Sinistra Socialista sulla guerra in Libia ed il nuovo quadro delle relazioni internazionali

L’intervento In Libia,come era purtroppo largamente prevedibile , vista la sostanziale unilateralita’ dell’iniziativa  militare delle tradizionali potenze euro-atlantiche,   sta  ormai andando ben oltre il mandato originario delle Nazioni Unite.


Tutte le nazioni che si sono assunte il compito di attuare la risoluzione ONU 1793  devono quindi assolutamente tornare a perseguire esclusivamente , al fine di garantire  la completa salvaguardia delle popolazioni civili ,  l’obiettivo di imporre in tempi brevi un cessate il fuoco, da utilizzare  per schierare una forza di interposizione di pace di caschi Blu che divida le parti in conflitto, e consenta una trattativa pacfica per l’avvio di una transizione democratica concordata tra tutte le fazioni che dividono il popolo Libico.

Quello che e’ accaduto deve  comunque indurre i Socialisti e tutta la Sinistra  ad una piu’ complessiva riflessione sul  nuovo determinarsi degli equilibri politici globali che e’ stato delineato dallo sviluppo degli eventi:

  • La circostanza che nel voto al Consiglio di Sicurezza  si siano astenute tutte le potenze economiche del BRIC (Russia Cina Brasile India) , paesi strutturalmente e geogaficamente  non interessati al controllo commerciale e strategico  del petrolio Libico, a differenza di quelli che hanno votato a favore dell’intervento, e la Germania, che ha ormai  consolidato il suo baricentro di interessi costituito dall’ancoraggio strategico all’espansione nell’Est Europeo ed in Asia, e governa senza problemi gli equilibri finanziari e monetari dell’area Euro dall’alto della solidita’ dei suoi equilibri di Bilancio e della forza e competitivita’ della sua struttura produttiva, lascia quasi intendere che la decisione dell’Onu sia sata volutamente riservata alla risoluzione degli interessi strategici  dei tradizionali alleati euroatlantici ( USA-GB-FRA) nel nord -africa , in attuazione di una sorta di nuova ripartizione globale degli interessi e delle aree di  influenza  nel mondo.
  •  L’ ulteriore circostanza che ,in contemporanea, i paesi occidentali favorevoli all’intervento in Libia stiamno consentendo , al contrario,all”esercito Saudita  di salvare  l’emiro del Bahreim reprimendo i ribelli  , costituisce la conferma che la ridefinizione degli assetti politici nel Magreb dovra’ assolutamente avvenire senza incrinare in alcun modo ill tradizionale concordato di interessi strategici tra le monarchie del Golfo e le potenze occidentali strategicamente collegate agli Stati Uniti.

Il governo di  centro-destra, vittima di una gravissima crisi di credibilita’, e della propria incapacita’ di governare la crisi che attanasglia il paese, non e’ nelle condizioni di poter contestare apertamente il rapporto tra l’azione della Francia e della GranBretagna ed i loro interessi Geopolitici in relazione al controllo delle fonti di approvvigionamento petrolifero , ne’ tantomeno la scelta Americana di azzerare il nostro protagonismo nel Magreb.

La sinistra “ufficiale”, nello stesso tempo, incapace di sviluppare una forte iniziativa politica ,  sceglie purtroppo di legare direttamente ,come gia’ avvenuto in modo costante nella II repubblica,  , le  proprie scelte sulla politica internazionale alla fattibilita’ di una linea di politica interna finalizzata a scalzare Berlusconi, che  a fronte della propria incapacita’ di sviluppare una forte iniziativa politica , fondata su Identita’ riformatrice, Proposte innovative, e Rappresentanza della domanda sociale, non puo’ prescindere da una ulteriore manifestazione di affidabilita’ verso il sistema di relazioni  internazionali,strategiche,  politiche e finanziarie nel quale è inserito il paese .

Entrambe la rappresentanze politiche maggioritarie del paese, anche se  per motivi ed interessi contrapposti, finiscono quindi per allinearsi al  progetto in atto di risistemazione degli assetti  politici  del nord -africa impostato dalla nuova politica Americana, propedeutico ad una ulteriore fase di integrazione economica di quei mercati nei  circuiti economici occidentali , che non prevede piu’ per il futuro una autonomia di manovra dell ‘ Italia su quello scacchiere.

Le scelte di entrambe accentuano quindi ulteriormente, anche sul terreno delle relazioni internazionali extra comunitarie ,quella crisi della sovranita’ nazionale, e del potere di autodeterminazione democratica degli interessi collettivi delle nostre istituzioni statuali, che gia’ i processi di globalizzazione economica e di integrazione monetaria hanno prodotto negli ultimi 15 anni, con gravissimo idebolimento delle concrete possibilita’di  controllo e di governo dei processi, economici sociali e finanziari, che hanno caratterizzato negli anni  l’affermazione del modello neo-liberista , responsabile della crisi verticale che attraversano le economie dei paesi sviluppati.

Il compito dei socialisti, diviene quindi sempre piu’, la costruzione di una nuova sinistra impegnata a lavorare ad un nuovo modello di sviluppo fondato sulla riappropriazione sociale del giudizio di valore sulla qualità dei processi di crescita economica, attraverso la realizzazione di nuovi strumenti istituzionali di programmazione e di controllo delle variabili economiche, orientate a garantire gli interessi generali della comunità civile dei produttori e dei consumatori, in grado di svincolare la vita delle società dal totale assorbimento nelle logiche di mercato raggiunto nell’attuale fase di finanziarizazzione integrale della economia, ed in grado di rappresentare un potenziale alternativo sistema di riferimento per gli stessi paesi emergenti e per il resto del mondo in via di sviluppo,e la base strutturale economica su cui fondare un nuovo sistema di relazioni internazionali, in cui i processi di integrazione economica e commerciale tornano ad essere governati dalle istituzioni delle sovranita’ democratiche dei popoli e degli stati.

Un nuovo sistema di rapporti tra i popoli e gli stati in cui LA PACE e LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, divengano sistema vincolante e regola prima di riferimento delle relazioni internazionali, garantite da una riforma democratica degli organismi di rappresentanza delle Nazioni Unite, e degli altri organismi di rappresentanza sovranazionale di natura Economica , Finanziaria , Sociale , e Commerciale, che ne rafforzi il carattere multipolare e  garantisca la piena rappresntativita’  delle comunita’ sociali e nazionali che ne costituiscono la base di legittimazione, potenziandone ed estendendone i compiti fino a garantire ,oltre al corretto svolgimento delle relazioni politiche internazionale, anche l’espressione di una superiore capacita’ di governo e di controllo degli stessi processi economici globali con efficacia vincolante rispetto alle funzioni  ed ai compiti delle stesse tecnostrutture finanziarie  e monetarie  sopranazionali che regolano i processi di globalizzazione esistenti.

La Sinistra Socialista esprime quindi  la propria contrarieta’ a quella che  appare sempre piu’ come una vera e propria guerra , camuffata da una risoluzione ONU ormai gia’ violata dai suoi protagonisti.

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