IRAN: BASTA SANZIONI!

La Lega dei Socialisti esprime la sua contrarietà verso l’inasprimento del sistema di sanzioni nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran, recentemente deliberato dall’Unione Europea e che include, tra l’altro, il generale divieto di importazione di gas naturale iraniano.

L’embargo, oltre ad essersi da sempre dimostrato un inutile strumento di vessazione dei popoli (e non certo un mezzo efficace di pressione politica sui Governi), nel caso della questione nucleare iraniana rischia di rompere definitivamente quel sottile equilibrio che la diplomazia dell’ONU e dell’AIEA era riuscita sino a questo momento a mantenere in vita e potrebbe indurre il Governo iraniano a disinteressarsi verso qualunque form, esteria di dialogo con l’Occidente, percepito ormai come un unico blocco di paesi ad esso pregiudizialmente ostili.

Il carattere ingiusto ed ingiustificato della misura sanzionatoria adottata contro la nazione persiana è peraltro dimostrato dalla circostanza che, fino ad ora, tutte le ispezioni eseguite dall’AIEA presso i siti nucleari iraniani avevano sempre confermato la finalità unicamente civile del processo di arricchimento dell’uranio.

Particolarmente grave ed ingiusta appare altresì la decisione di oscurare i canali radiotelevisivi iraniani sulle piattaforme satellitari occidentali (Eutelsat, Hotbird) manifestandosi come un’iniziativa di segno illiberale volta ad impedire che i cittadini europei possano farsi anche soltanto un’idea dei problemi del mondo confrontandosi con il punto di vista assunto da un grande Paese di circa 75 milioni di abitanti quale è l’Iran.

Inoltre, merita di essere evidenziato il grave danno economico che l’intero sistema produttivo italiano  subirà da questo ingiusto inasprimento di sanzioni, se solo si pensa che l’Italia era finora il secondo partner commerciale della Repubblica Islamica dell’Iran, seconda solo alla Germania.

In questo contesto, la Lega dei Socialisti esprime sconcerto per l’atteggiamento dell’attuale titolare del dicastero degli affari esteri, Ministro Terzi di Sant’Agata, il quale fin dal momento del suo insediamento, si è sempre contraddistinto per un atteggiamento di mero appiattimento acritico sulla visione e sugli interessi degli U.S.A. e di Israele, rompendo con una lunga tradizione che faceva dell’Italia un soggetto naturalmente propenso a giocare un ruolo di mediazione internazionale verso i Paesi del vicino oriente (basti pensare al protagonismo positivo e alle iniziative un tempo assunte da uomini come Enrico Mattei, Aldo Moro e Bettino Craxi).

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